Miratoio

Il nome Miratoio deriva dal latino volgare “miratorium” che si traduce con “osservatorio” ma anche “belvedere” o “poggiolo”. Il panorama è infatti superbo.

Le case del borgo si snodano davanti ad una grande roccia di arenaria chiamata il Castello che conserva tracce di insediamenti protostorici.

Date le caratteristiche morfologiche del territorio, si trovano numerose grotte: la “Tana Buia”, “la Grotta del Beato Rigo”, la “Grotta del Barlac”, “la casa dei pipistrelli”. Rinomate sono le cave di pietra, e l’abilità dei suoi scarpellini.

Di interesse artistico è la chiesa conventuale di Sant’Agostino edificata nel 1127. Pregevoli il portale gotico in pietra e le tracce di antichi affreschi nell’interno. Sempre all’interno vi sono conservate le ossa del Beato Rigo, un padre agostiniano vissuto a Miratoio nel XIV secolo e che morì in concetto di santità.